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Came design award 2015

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All’interno di Expo 2015, presso lo spazio CamEXperience, Came ha presentato le tecnologie del futuro:  I-Bin, Levito e Touch Security House. Questi sono i progetti realizzati dai 5 giovani vincitori del Came Design Award, il concorso promosso da Came e rivolto agli studenti delle facoltà di Architettura e Design per lo sviluppo e la promozione della cultura dell’innovazione nell’abitare. I progetti vincitori della prima edizione del concorso, premiati da Came negli ultimi mesi del 2014, sono stati realizzati e installati dall’azienda all’interno di CamEXperience.

 

1° CLASSIFICATO: I-BIN Di Sofia Crescioli

Il progetto I-Bin, realizzato da Sofia Crescioli, si è classificato primo al Came Design Award, concorso promosso da Came per promuovere la cultura dell’innovazione nell’abitare.

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I-Bin è un sistema di riciclaggio intelligente progettato per incentivare la raccolta differenziata ed educare gli utenti a non commettere più errori.

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA
La giuria, presieduta dal designer di fama internazionale Makio Hasuike, e composta dall’architetto milanese Massimo Farinatti, dall’architetto trevigiano Marco Mora, dal Vice Presidente di Came Elisa Menuzzo, e dall’Amministratore Delegato di Came Gianni Michielan, ha conferito il primo premio a I-Bin con la seguente motivazione: “Il progetto ha un’ampia valenza sociale, di educazione al comportamento degli utenti finali con l’ausilio della tecnologia. Il prodotto è sicuramente perfezionabile, ma il vero valore aggiunto del progetto è legato alla connessione tra abitudini, tecnologia e miglioramento dell’ambiente e riduzione dei costi della comunità relativi alla raccolta dei rifiuti”.

A Sofia Crescioli è stato assegnato un premio in denaro e offerta la possibilità di realizzare il prototipo presso l’azienda Came. I-Bin è esposto per tutta la durata di Expo Milano 2015 all’interno del living CameEXperience, allestito dal gruppo trevigiano all’interno dell’Esposizione Universale. 

CAME Design Award: Ibin di Crescioli

CAME Design Award: Ibin di Crescioli

VINCITORE – SOFIA CRESCIOLI

Sofia Crescioli, 28 anni, fiorentina, è designer e co-fondatrice dello Studio Alchemico Design, studio di progettazione, grafica e design con sede a Firenze che ha aperto nel 2013. Dopo aver frequentato il liceo artistico, si iscrive al corso di laurea triennale in Disegno Industriale presso l’Università degli Studi di Firenze, conseguendo la laurea magistrale in Design nel 2013. Nel primo semestre del 2014 ha collaborato con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze all’interno del laboratorio Immagine e Comunicazione, occupandosi di progettazione grafica, editoriale, web e comunicazione. Ha partecipato a numerose mostre e workshop, aggiudicandosi diversi premi e riconoscimenti. Nel 2014 ha partecipato al concorso Came Design Award, aggiudicandosi il primo premio con il progetto I-bin.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO
I-bin è un sistema progettato per incentivare la raccolta differenziata ed educare gli utenti a non commettere più errori. E’ composto da pattumiera a quattro moduli, un control device, una label RFID e un portale web. La sinergia tra i primi tre elementi consente di ottenere un sistema completo che agisce su più fronti. Il progetto ha tre obiettivi: Informazione, Educazione e Feedback.

L’utente ha a disposizione un portale con le informazioni sulla raccolta differenziata, la descrizione dei prodotti e dei giorni di raccolta porta a porta e può accedere alla scheda personale e scaricare i dati raccolti dal control device. Il sistema può essere alimentato sia mediante batterie, presenti all’interno dell’apposito vano, sia mediante il collegamento alla corrente elettrica. All’interno dei moduli per il vetro e la carta è presente un lettore RFID che, grazie alle label, monitora gli errori commessi dall’utente.

Gli utenti devono taggare i prodotti acquistati con le label di riferimento, consultando il portale per avere le relative informazioni. I 4 moduli, interagendo tra loro, forniscono i dati relativi alla quantità di rifiuti contenuta all’interno di I-Bin (espressa in grammi e percentuale) e agli errori commessi; i dati possono essere visualizzati attraverso il control device e scaricati sul portale web.

Quando l’utente vuole buttare un rifiuto deve fare attenzione alla label applicata.

Una volta gettato il prodotto il lettore RFID “legge?” la label e fornisce un feedback:

  • in caso di abbinamento errato la pattumiera emette un suono che segnala l’errore e un simbolo luminoso inizia a lampeggiare per alcuni secondi;
  • se l’abbinamento è corretto la segnalazione luminosa del simbolo si spegne rapidamente.

Il control device aggiunge funzionalità alla pattumiera. Il touch screen permette di visualizzare chiaramente le informazioni relative alla quantità di rifiuti presente in ogni modulo di I-Bin: il peso in grammi, la percentuale rispetto agli altri tre moduli, e gli errori espressi in +++ o —.
Il control device può essere inserito negli alloggiamenti dei 4 moduli della pattumiera grazie a un magnete e consente di visualizzare le informazioni relative al modulo stesso. Può anche essere collegato al PC attraverso un cavetto USB, per caricare i dati sul proprio profilo. Il portale, inoltre, permette di migliorare la raccolta differenziata, capire quali sono gli errori che si commettono regolarmente, dare degli obiettivi da raggiungere.

 

2° CLASSIFICATO: LEVITO – Di Chiara Capoia e Laura Cavasin

Il progetto Levito, realizzato da Chiara Capoia e Laura Cavasin, si è classificato secondo al Came Design Award, concorso promosso da Came per promuovere la cultura dell’innovazione nell’abitare.

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Levito è un sistema progettato per movimentare i cancelli e lo spazio che delimitano attraverso la levitazione elettromagnetica.

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA
La giuria, presieduta dal designer di fama internazionale Makio Hasuike, e composta all’architetto milanese Massimo Farinatti, dall’architetto trevigiano Marco Mora, dal Vice President di Came Elisa Menuzzo, e dall’Amministratore Delegato di Came Gianni Michielan, ha conferito il secondo premio a Levito con la seguente motivazione:  “La sperimentazione di tecnologie alternative applicabili ad un oggetto divenuto ormai di comune utilizzo come un cancello, trova molta originalità ed in ogni caso rappresenta uno stimolo alla ricerca e all’evoluzione del business dell’azienda”.

A Chiara Capoia e Laura Cavasin è stato assegnato un premio in denaro e offerta la possibilità di realizzare il prototipo presso l’azienda Came. Levito è esposto per tutta la durata di Expo Milano 2015 all’interno del living CameEXperience, allestito dal gruppo trevigiano all’interno dell’Esposizione Universale.

 

VINCITORI

Chiara Capoia
Chiara Capoia, 25 anni, trevigiana, si è laureata nel 2014 in Design del prodotto presso l’Università IUAV di Venezia, dopo aver conseguito la laurea di primo livello in Scienze dell’architettura. Curiosa e guidata da una profonda sete di sapere, si è appassionata al design del prodotto perché trova interessante poter dare corpo alle proprie idee e perché è un campo in continuo divenire, proiettato verso il futuro. Nel 2014 ha partecipato al concorso Came Design Award, aggiudicandosi insieme a Laura Cavasin il secondo premio con il progetto Levito.

Laura Cavasin
Laura Cavasin, 26 anni, trevigiana, ha conseguito nel 2011 il diploma di laurea in Disegno Industriale presso l’Università IUAV di Venezia e attualmente sta seguendo il corso di laurea magistrale in Design. Si è, inoltre, specializzata nella progettazione di prodotto e attualmente, sta frequentando uno stage presso lo studio Acamedy, in provincia di Treviso, finalizzato alla formazione professionale per la gestione di un prodotto, dal concept alla consegna al cliente.

Nel 2014 ha partecipato al concorso Came Design Award, aggiudicandosi insieme a Chiara Capoia il secondo premio con il progetto Levito.

CAME Design Award: Livito di Capoia & Cavasin

CAME Design Award: Livito di Capoia & Cavasin

DESCRIZIONE PROGETTO
Levito pensa al movimento dei cancelli, e allo spazio che questi delimitano, in un modo nuovo e completamente diverso. La levitazione elettromagnetica è la “fonte” di energia che Levito sfrutta per il movimento delle singole parti lungo una rotaia.

La levitazione magnetica è un metodo con il quale un oggetto è sospeso su di un altro oggetto, senza un supporto oltre ai campi magnetici, in questo modo il rumore dato dal movimento è praticamente azzerato e la corrente elettrica è necessaria solo al momento dell’apertura e della chiusura del cancello.

Inoltre Levito propone un nuovo modo di concepire gli spazi esterni, eliminando la differenziazione tra “staccionata” e “cancello” e dando la possibilità di movimento all’intera recinzione. Infatti, tramite un sistema di sensori e fotocellule posti su ogni singolo elemento, si ha la possibilità di accedere allo spazio esterno della casa da qualsiasi punto. I singoli moduli riconoscono la dimensione di ciò che deve passare e si spostano per creare lo spazio necessario.

Un elemento in aggiunta al sistema Levito è la luce. I moduli che compongono la recinzione possono, a scelta, avere un led sulla sommità che funge da illuminazione notturna e da lampeggiatore nel momento in cui i moduli si spostano per creare il passaggio. La corrente elettrica necessaria ad alimentare i led è fornita dallo stesso sistema elettromagnetico che, tramite una variazione di campo, provoca un passaggio di corrente necessario al funzionamento dei led.

Il sistema principale di comando è il cellulare dell’utente proprietario del cancello, questo permette l’eliminazione del telecomando o di altri elementi che non sono sempre a portata di mano. Levito si sposta poi all’interno della casa e, tramite un sistema di rotaie e piastre a levitazione elettromagnetica, si propone come aiuto nello spostamento di oggetti pesanti negli spazi interni. La rotaia è un semplice nastro che si snoda all’interno del pavimento della casa, e non necessita di solchi o gradini, in quanto la piastra e la rotaia stessa non hanno la necessità di contatti per funzionare. Il piatto resta, infatti, perfettamente all’interno della corsia con il quale questo dialoga grazie al campo magnetico.

 

 

3° CLASSIFICATO: TOUCH SECURITY HOUSE – Di Dario Moretto e Luca Ariedi

Il sistema Touch Security House, realizzato da Dario Moretto e Luca Ariedi, si è classificato terzo al Came Design Award, concorso promosso da Came per promuovere la cultura dell’innovazione nell’abitare.

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Il sistema Touch Security House attiva scenari all’interno della casa attraverso un braccialetto touch. Il “system touch” viene sviluppato all’interno dell’abitazione direttamente sulla superficie delle pareti, utilizzando una vernice conduttiva che trasforma il colore in mezzo di comunicazione.

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA
La giuria, presieduta dal designer di fama internazionale Makio Hasuike, e composta all’architetto milanese Massimo Farinatti, dall’architetto trevigiano Marco Mora, dal Vice President di Came Elisa Menuzzo, e dall’Amministratore Delegato di Came Gianni Michielan, ha conferito il terzo premio a Touch Security House con la seguente motivazione: “La sperimentazione di un materiale nuovo con un utilizzo innovativo e un’applicazione altamente personalizzata e a portata dell’utente finale che ha la possibilità di applicarlo a seconda delle sue esigenze”.

A Dario Moretto e Luca Ariedi è stato assegnato un premio in denaro e offerta la possibilità di realizzare il prototipo presso l’azienda Came. Touch Security House è esposto per tutta la durata di Expo Milano 2015 all’interno del living CameEXperience, allestito dal gruppo trevigiano all’interno dell’Esposizione Universale.

  

VINCITORI

Dario Moretto
Dario Moretto, 25 anni, trevigiano, laureato nel 2012 in Scienze dell’Architettura presso l’Università IUAV di Venezia, sta frequentando il corso di laurea di secondo livello in Architettura e città. Ha collaborato come progettista presso alcuni studi di architettura del territorio occupandosi di elaborazioni grafiche. Nel 2014 ha partecipato al concorso Came Design Award, aggiudicandosi il terzo premio con il progetto Touch Security House.

 

Luca Ariedi
Luca Ariedi, 26 anni, trevigiano, nel 2012 ha conseguito la laurea triennale in Scienze dell’Architettura presso l’Università IUAV di Venezia e attualmente sta frequentando il corso di laurea di secondo livello in Architettura e città. Ha collaborato come progettista con uno studio di architettura del verde e alcuni studi di ingegneria di Treviso occupandosi di elaborazioni grafiche e concorsi. Nel 2014 ha partecipato al concorso Came Design Award, aggiudicandosi il terzo premio con il progetto Touch Security House.

CAME Design Award: Touch Security House di Moretto & Ariedi

CAME Design Award: Touch Security House di Moretto & Ariedi

DESCRIZIONE PROGETTO
Touch Security House è un progetto che cambia l’interfaccia di comunicazione tra uomo e abitazione. La tendenza dell’essere umano nel comunicare con il tatto si è sviluppata nel corso del tempo dalla stretta di mano ai gesti quotidiani di affetto, per poi subentrare nel contemporaneo con la comunicazione sociale supportata da palmari, smartphone e tablet; strumenti che trasmettono emozioni visive e sensoriali.

Il progetto nasce con l’intento di semplificare la tecnologia a supporto del quotidiano con strumenti a portata di “tocco”. Il braccialetto touch, da portare sempre con sé, permette di inserire il codice di accesso. Il codice non è composto né da una serie di numeri, né da una serie di lettere ma da un percorso di segni. Lo stesso display riceve informazioni della casa rispetto al consumo energetico, l’effettivo spegnimento di tutti i punti luminosi, la presenza di persone all’interno delle stanze e lo stato di sicurezza degli accessi e serramenti. Inoltre è possibile comandare da remoto il raffrescamento e il riscaldamento di tutta l’abitazione.

Lo sviluppo del “system touch” all’interno della casa si adagia sulla superficie delle pareti, trasformando il colore in mezzo di comunicazione. La particolarità della vernice è il contenuto di rame in polvere che permette la trasmissione di impulsi elettrici senza l’uso di cavi interni alle pareti. Questa proprietà permette la personalizzazione delle icone degli interruttori e il collegamento agli apparecchi senza il bisogno di opere murarie. Il riscaldamento a pavimento, la domotica delle aperture, le luci sono alcuni degli output a cui collegarsi con il colore. La parete che comunica con l’utente. Il sistema permette in qualsiasi momento di spostare sia gli interruttori che i dispositivi all’interno della stanza senza l’aiuto di personale specializzato. La creatività dell’impianto è del tutto libera nello spazio della stanza. Una casa a portata di mano.

 

Per maggiori informazioni:

www.came.com/camedesignaward/vincitori/

Came S.p.A.
Fiorenzo Scroccaro – Silvia Zaia
Tel. 0422 4940 – Tel 0422 494266
fscroccaro@came.it – szaia@came.it

Ufficio stampa Publicis Consultants | Italia
Barbara Rivolta – Silvia Gulfi
Tel. 02 30353324 – 02 30353322
barbara.rivolta@publicisconsultants.it
silvia.gulfi@publicisconsultants.it

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