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Bed Zed. Here comes the sun

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A Wallington, sud di Londra, a soli venti minuti dalla city è stato costruito Bed Zed, ossia Beddington Zero (fossil ) Energy Development, il primo quartiere totalmente ecologico ed ecocompatibile a zero emissioni di CO2. Primo esempio di architettura tecnologica e sostenibile, il complesso è stato progettato dall’architetto inglese Bill Dunster e dal suo team di architetti e designer, e realizzato da Peabody Trust in partnership con Bioregional Development group in linea con la filosofia del “One Planet Living” in favore di un risparmio energetico atto a ridurre il surriscaldamento globale, il consumo di carboni fossili e, last but not least, la spesa economica a carico del consumatore.

Bed Zed è un vero e proprio “ecovillaggio” su larga scala, un microcosmo primo esempio di nucleo abitativo e commerciale, energeticamente autosufficiente, a bilancio zero di emissioni di anidride carbonica, comprendente al suo interno un centinaio di alloggi, in affitto o in proprietà, circa 1600 metri quadrati di uffici, vari negozi, impianti sportivi, una caffetteria, un centro medico- sociale e un asilo nido tutti dotati di alcune caratteristiche comuni: pannelli solari, turbine eoliche, pannelli termali per il riscaldamento dell’acqua, le più moderne tecniche di isolamento termico e avanzate apparecchiature elettriche a basso consumo che contribuiscono a mantenere contenuta la domanda energetica.

Uno sguardo più attento va invece riservato alle abitazioni le quali, dietro un’architettura convenzionale e tipicamente british, in un connubio tra il “working class style”, case basse e di mattoni, con finestre strette e senza balconi, e il “middle class style”, case basse con un piccolo giardino o sul fronte o sul retro, celano, al loro interno, una tecnologia di automazione domotica altamente avanzata e poco invasiva, con sistemi in stretta sinergia tra loro segno di un approccio olistico al modo di abitare.

Le case, infatti, in base ai principi regolatori della bioclimatica, sono tutte esposte a sud ( contrariamente agli uffici, esposti a nord) in modo da sfruttare la super insolazione dell’edificio e permettere ai pannelli solari di produrre energia e riscaldare l’acqua.

Precisamente, i pannelli installati sul tetto coprono una superficie di circa 15 m quadrati e sono di due tipi in quanto destinati a differenti funzioni: i collettori termo-solari ( Solar Thermal Collectors) usano la luce del sole per riscaldare l’acqua: questa passa dentro i tubi insieme a dell’antigelo e, una volta riscaldata, è diramata in tutte le tubature dell’edificio; e i pannelli solari fotovoltaici ( Roof Mounted Photovoltaic Panel ), destinati allo sviluppo e produzione di corrente elettrica continua e a bassa tensione (tra i 20 e i 50 volt) utilizzando la luce del sole, questa abilità è inoltre acuita da fibre di vetro e alluminio inserite nei pannelli.

Il sole inglese però non è come quello mediterraneo e i soli pannelli fotovoltaici non bastano a soddisfare la richiesta di energia di una famiglia media; a sopperire questa mancanza troviamo infatti grandi vetrate, soffitti di vetro infrangibile e bassoemissivi per una maggiore tenuta del riscaldamento interno, grandi lucernai per un’illuminazione il più possibile naturale e a basso consumo, turbine eoliche utili, in questo caso, nel riscaldamento e nella deumidificazione dell’aria nell’ambiente, e, fiore all’occhiello di tutta l’automazione, il “wood pellet stove boiler”, un impianto in grado di estrarre energia da frammenti di legno utilizzandolo come combustibile.

Quest’ultimo impianto non è altro che una caldaia-bollitore con alimentazione a legno: introducendo il legno, contenente una buona dose di carbonio, all’interno della macchina, quest’ultima riesce a far bollire l’acqua e quindi a produrre vapore, fonte di energia utile che, grazie all’impianto domotico, riesce a riscaldare l’ambiente domestico nei mesi più freddi e raffreddarlo nei mesi più caldi; inoltre, il vapore prodotto dal wood boiler deumidifica l’aria per dodici mesi l’anno e, in sinergia con il sistema di ventilazione, attua un ricambio di aria buttando quella viziata all’esterno attraverso un condotto che sfocia sul tetto, ove, è situato anche il condotto antagonista: quello che incamera aria dall’esterno per poi depurarla, deumidificarla e buttarla all’interno.

Tutti questi impianti sono in stretta relazione fra loro, nonché controllati e automatizzati da un unico sistema di automazione domotica il quale, attraverso l’installazione di micro comandi di ultima generazione ( controllati a loro volta da una centralina ) su tutta l’area della casa, rende di facile utilizzo e intuitivamente controllabile tutto il sistema tecnologico complessivo, che altrimenti sarebbe impossibile da gestire da parte dell’utente.

Anche il sistema d’irrigazione, tra i più semplici e meccanici in quanto utilizza acqua piovana precedentemente raccolta in appositi recipienti posti all’esterno e collegati con le tubature, è controllata dal sistema di automazione domotica: accensione e spegnimento di tale impianto avviene mediante comandi ad alta tecnologia che ne regolano l’intensità. Un nuovo modo di vivere ecologico che permette solo l’utilizzo di macchine elettriche all’interno del quartiere e favorisce il riciclo dei materiali anche nell’arredamento: nel 2006, infatti, il designer delle celebrità Oliver Heath tenne, proprio all’interno di Bed Zed, una mostra “Eco Chic” incentrata sul tema dell’arredamento sostenibile.

Le creazioni di Heath , in linea col tema della mostra, erano state realizzate interamente con materiali riciclati, come ad esempio piani di lavoro per cucine fatti della plastica riciclata delle macchinette per caffè, asciugamani e altra biancheria per la casa in fibra di bamboo, meno allergico e più sostenibile del cotone, e , pavimenti in fibra di lino. – E’ stato fantastico lavorare a un progetto che mostra come realizzare “eco chic” in una maniera mai vista prima: – questo il commento di Heath dopo l’apertura dello showroom – bellezza, eleganza e divertimento uniti in un inerente livello di sostenibilità e tecnologia. Insomma, Bed Zed dimostra che la scelta ecologica non solo è possibile ma, migliora la vita, non comporta nessuna rinuncia alla tecnologia, e, conviene soprattutto grazie agli incentivi statali che il Governo Britannico ha stanziato proprio quest’anno in favore di questo tipo di casa rinnovabile.

In conclusione è bene ricordare che questa innovazione miracolosa che porta il nome di Bed Zed, è avvenuta non molto tempo fa a Londra, metropoli europea, a venti minuti dai fumi della city.

 

M. Flaminia Attanasio

Per maggiorni informazioni

Pagina dedicata a Bed Zed, su Wikipedia

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